Lo schiaffo di Trump farà male ma sveglierà il made in Italy

31 Marzo 2025
trump dollari usa

DI Gianni Svaldi

Tra tre giorni scatteranno i nuovi dazi statunitensi e i mercati tremano. Ma dietro l’incertezza immediata si nasconde una anche un’opportunità per le piccole imprese italiane, soprattutto dell’agroalimentare e dell’artigianato di lusso.

L’aumento delle tariffe doganali impone un cambio di mentalità. Il rapporto con gli USA è stato per troppo tempo una relazione emotiva, non commerciale. Dal 1945 a oggi, l’Italia ha continua a comportarsi come debitrice. Oggi, i nuovi dazi e la politica ostile di Trump ci costringono a essere adulti. E anche a ridimensionare un rapporto di sudditanza che dura da troppo tempo. È il momento di guardare, fuori dall’Europa, oltre gli Stati Uniti e stringere relazioni commerciali più solide con economie in espansione. La Cina (1,4 miliardi di abitanti, seconda potenza mondiale), l’India (1,4 miliardi di abitanti, in piena crescita), e gli Emirati Arabi Uniti (10,5 milioni di consumatori ad alto reddito) sono – insieme a tanti altri – mercati ancora troppo poco esplorati.

Trump ha tolto la sedia da sotto il sedere di tante grandi e piccole imprese italiane. Bene. Ora devono smettere solo di sederi. La storia insegna che le grandi svolte arrivano quando si perde qualcosa, o si teme di perderla.

Non servono miracoli né rivoluzioni. Serve ciò che la vita fa da quattro miliardi di anni: adattarsi per sopravvivere. E chi lo farà per primo troverà nuovi mercati.

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